Soggiorno marino

Ambito di disagio sociale. Destinatari: circa 55 partecipanti fra soci disabili AU.DI.DO. e volontari accompagnatori.

FInalità e obiettivi

Il soggiorno marino consiste in 9 giorni trascorsi in una località di mare dai soci disabili dell’AU.DI.DO. in presenza dei volontari dell’Associazione, di un educatore specializzato e di una psicologa.

Esso si pone come obiettivo la crescita della persona diversamente dotata, perché possa diventare più autonoma nella società, vivendo esperienze che in un contesto relazionale come quello quotidiano difficilmente potrebbe sperimentare. Le finalità del soggiorno sono molteplici:

  • Fornire ai soci diversamente dotati dell’AU.DI.DO. un'occasione di vacanza differente dalla normale esperienza con la famiglia
  • Offrire stimoli, motivazioni, interessi, in un ambiente ricco e vivace come quello del mare
  • Nei casi di maggior gravità, sollevare la famiglia, seppur per un breve periodo, dall'impegno costante di seguire un disabile
  • Offrire spazi per migliorare il processo di autonomia dei disabili e l’integrazione con i normodotati

  • Risultati ottenuti

    Negli anni i soggiorni marini hanno portato numerosi risultati positivi, soprattutto da quando non sono presenti i genitori dei disabili in qualità di volontari. L’AU.DI.DO. considera che non è più il tempo di essere “portati, accompagnati a fare le cose” ma quello di “decidere cosa fare, come e con chi”. I partecipanti nel corso del soggiorno maturano una buona autonomia, spesso non esercitata in famiglia, riconducibile a diverse attività ad esempio andare e tornare dalla spiaggia senza accompagnatori, scegliere cosa mangiare e con chi, procurarsi il tagliando per accedere alla mensa, riporre il vassoio del pasto, uscire in piccoli gruppi o decidere di restare in camera senza accompagnatori, consumare la sera al pub secondo le proprie disponibilità finanziarie e controllare le medesime, restare all’interno del vasto perimetro della struttura accogliente gestendo lo spazio e le opportunità anche in modo autonomo, gestire piccoli conflitti di gruppo trovando da sé alcune soluzioni, stabilire rapporti di buona convivenza con gli altri numerosi ragazzi normodotati che alloggiano nella stessa struttura,…Ulteriori risultati positivi sono stati ottenuti a partire dal 2006 quando è stato attivato per la prima volta un percorso di preparazione/formazione rivolto ai volontari accompagnatori, volto a consentire loro di saper meglio affrontare e gestire le dinamiche e i conflitti che si verificano durante il soggiorno.

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